QUANDO LA VITA CAMBIA COLORE (Lisa Galli – Mondadori 2009)

di w o r (l) d s

QUANDO LA VITA CAMBIA COLOREQuotes

Mai sottovalutare le parole, la loro forza …. mi trasmise l’intensità della sua emozione con parole in cui si riflettevano semplicità, delicatezza, affetto. Fu come il verso di una poesia recitata solo per me”.

In tanti anni di professione non ho mai visto due persone affrontare la malattia allo stesso modo. Siamo come fiori, che si somigliano, ma che nelle sfumature dei colori manifestano la loro unicità”.

E’ difficile convivere con la malattia fingendo che nulla sia cambiato.

Questo è un libro che parla di vita e di morte; di speranza e perdita della speranza; di voglia  di lottare… questo è un libro che parla di malattia.
Uno di quei libri a tema che, probabilmente, gironzolando per librerie non avrebbe subito attirato la mia attenzione; uno di quei libri che l’occhio vede, nota, categorizza, ma poi, quando capisce lo distanzia… Uno di quei libri che fa un pò paura…
Però io sono stata fortunata.  A me è stato regalato.
E un regalo è un regalo; non può essere almeno non sfogliato… Soprattutto se è un libro!
Così ci sono entrata; in punta di piedi, pronta ad andarmene… Ma poi, quasi senza accorgermene, mi ha rapito e, dopo averlo letto di pagina in pagina, ho capito che questo non era un semplice regalo; questo era un regalo prezioso.
Una mano amica per toccare “il mondo” delle malattie gravi e i cambiamenti di vita che inevitabilmente ed inesorabilmente comportano; le perdite che lo accompagnano e le paure che lo popolano…
Ma soprattutto uno strumento per capire che non si è soli in balia dei timorie delle paure; non necessariamente.

Non è un libro di consigli; non è un manuale su cosa fare o non fare nell’incontro con una malattia grave.

“Quando la vita cambia colore”  è un intreccio di emozioni, pensieri e gesti di persone reali.. Persone che si ammalano, i loro familiari e gli amici amici. Parole, emozioni e pensieri che  prendono forma e colori dando unicità, umanità e riconoscimento ad ognuno di essi.

 

Questo libro “mostra ed insegna” che che ognuno di noi ha in sé una forza (la resilienza) che se risvegliata diventa grande alleata nel far fronte non solo a eventi traumatici (malattie gravi, perdite, traumi), ma a tutte le faticosità e durezze che la vita non risparmia.
La scrittura è narrativa, là dove la scrittrice, psicologa-psicoterapeuta, utilizza una terminologia inevitabilmente anche tecnica, né dà spiegazioni di senso comune e di accessibilità a tutti, così che la lettura scorre sciolta.
Un libro scritto da una grande professionista, da una donna che sa quello che dice e, soprattutto, che riesce a farlo capire.

 

Ps.Il libro è corredato nella parte finale da una lettera che Nicoletta Mantovani scrive all’autrice per raccontarle la personale esperienza di malattia e quella del marito Luciano Pavarotti; lettera che a mio avviso non dever essere commentata, ma  solo ascoltata e rispettata.

*

Trama: attraverso metafore ed il dar voce a persone malate, loro familiari e professionisti, la scrittrice conduce il lettore in ambulatori medici, in sale di attesa, in stanze e corridoi ospedalieri e in case private per far conoscere i malati, i loro familiari, i curanti, facendo entrare il lettore nelle storie di ognuno di loro.
Dal macigno della diagnosi al lavoro difficile e doloroso di chi deve farsi curare e dei suoi familiari ( “lavoro che – il malato e i suoi familiari – non ha scelto, ma che lo occuperà 24 ore al giorno e che non concederà vacanze “), facendo vedere e capire la potenza di semplici gesti, facendo scoprire che non solo i medici e i curanti sono “professionisti” , ma che anche i malati e i loro familiari ed amici portano una loro specifica “professionalità”, una specifica e magica forza; per se stessi e per la persona malata.

 

Suggerimenti: leggerlo in quei pomeriggi in cui è possibile dedicare tempo a se stessi, in silenzio e con la voglia – e disponibilità – a lasciarsi prendere per mano verso quella parte di vita che è una malattia grave.

Frances

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